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La malattia e la quarta vita di Bossi: «Prima o poi ritorno a Roma»

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di Marco Cremonesi

La riabilitazione dopo il secondo malore: esercizi tutto il giorno, caccia ai sigari (vietati) e pochissimi contatti con il passato

Umberto Bossi è morto il 19 marzo 2026. Riproponiamo qui un articolo di Marco Cremonesi sul Senatùr pubblicato nel maggio 2019.

Ride Umberto Bossi nelle foto che i fan si girano su WhatsApp. Sembra prepararsi alla sua terza o quarta vita, addirittura con qualche chilo in più: in ospedale non gli hanno consentito di dimenticarsi di mangiare, così come è successo per tutta la vita. Come il suo vecchio amico, Silvio Berlusconi, l’Umberto non è affatto convinto che sia venuto il tempo della pensione. A dire il vero, nemmeno è convinto che sia venuto il momento di dire addio ai Garibaldi, i sigari che hanno avvolto in una nuvola di fumo acre tutta la sua esistenza, nonostante i medici non smettano di tormentarlo con raffiche di istruzioni sugli «stili di vita». Il 14 febbraio scorso, il nuovo malore avrebbe potuto suggerirgli di darci un taglio. Ai Garibaldi e alla politica. E invece no. Acciaccato, snobbato da quelli che gli devono una vita agiata e ossequiata, tallonato da processi e centrato da condanne, eccolo lì a commentare

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