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La lunga trattativa dell’Unione europea divisa sull’Iran: condanna del blitz o «pragmatismo»?

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di Francesca Basso

Solo domenica sera la prima dichiarazione a 27. Spagna e Slovenia contrarie ai raid, Madrid nega le basi agli Usa. Le priorità del Consiglio di sicurezza: evacuare i cittadini, monitorare le rotte commerciali e le ricadute per l’energia. Polemiche sulle chiamate di Ursula von der Leyen ai leader del Golfo

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
BRUXELLES – Evacuazione dei cittadini europei anche attraverso il meccanismo di protezione civile dell’Ue, monitoraggio dei rischi di interruzione dei trasporti, in particolare attorno allo Stretto di Hormuz e al Mar Rosso, emergenza prezzi dell’energia, sicurezza interna e impatto sui flussi migratori. La Commissione europea ha definito il proprio raggio di azione nella crisi scatenata dall’attacco all’Iran sferrato da Stati Uniti e Israele, come emerso lunedì dal Collegio di sicurezza — il Collegio dei commissari — convocato dalla presidente Ursula von der Leyen. Prima azione concreta la riunione il 5 marzo della Energy Task Force con gli Stati membri, in collegamento con l’Agenzia internazionale per l’energia in vista del Collegio del giorno successivo proprio dedicato all’andamento dei prezzi dell’energia e all’offerta di gas e petrolio.

                                   

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