di Leonard Berberi
La più grande low cost d’Europa e il gestore del principale scalo d’Italia da tempo sono ai ferri corti sul futuro del vettore nella Capitale, tra accuse di costi eccessivi e smentite. Cosa succede
La più grande low cost d’Europa e la società che gestisce il principale aeroporto d’Italia da tempo sono ai ferri corti sui voli a Roma Fiumicino e Ciampino. Al centro della disputa ci sono i soldi: milioni di euro di incentivi e sconti, che la società di gestione non è intenzionata a sborsare senza un vero piano di espansione e invece Ryanair li pone come base della trattativa per tornare a investire in modo significativo nella Capitale.
L’avanzata della low cost ungherese
Il tutto mentre sullo sfondo un’altra low cost, Wizz Air, sta puntando massicciamente su Fiumicino. Non certo gratis, ma grazie a un accordo commerciale del valore di 18-20 milioni di euro all’anno, confidano al Corriere fonti della compagnia aerea ungherese, rivelando così per la prima volta quella che è la cifra più riservata di un’intesa del genere nell’ambito del trasporto aereo. Cifra che ufficialmente nessuno dei diretti interessati conferma o smentisce.
Il modello low cost
Questo tipo di




