Il portiere e i due attaccanti non sono gli unici di cui l’allenatore farebbe a meno: anche Cabal e Gatti faticano a reggere certe pressioni. Poi ci sono Zhegrova e Adzic…
Giornalista
19 febbraio – 12:12 – TORINO
Ci sono notti che segnano il confine o che danno la dimensione di un gruppo e di una squadra. La Juventus che si fa male, molto male in riva al Bosforo, casa Galatasaray, rischia di non essere più la stessa perché il pokerissimo servito dai turchi in faccia ai ragazzi di Luciano Spalletti avrà effetti sul futuro immediato. Il tecnico toscano lavora per capire fino a dove può spingersi la nave bianconera e chi, sopra la nave, può starci da protagonista per alzare il livello delle ambizioni. Istanbul è una tappa da studiare, uno di quei casi che fanno scuola prima e dopo la fatica in campo. Prima perché senza il lungodegente Vlahovic e senza David alle prese con un fastidio all’inguine, non è sul nome di Openda che si sono concentrate le attenzioni del tecnico di Certaldo: il belga si è preso uno schiaffo a




