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La guerra, Sacchi e le parole di Pizzul: trent’anni fa il primo storico Bosnia-Italia (finito male)

Era il 1996 e si giocò all’ora di pranzo: allo stadio Kosevo di Sarajevo mancava l’illuminazione. Ma fu un giorno speciale, era infatti la prima partita in quello stadio dopo tanti anni di conflitto. Lo ricordò anche il telecronista della gara: “I significati di questa partita vanno oltre l’evento sportivo”

Lorenzo Topello

Collaboratore

28 marzo – 19:12 – MILANO

C’è un motivo se il 6 novembre 1996 Bosnia e Italia scendono in campo all’ora della pausa pranzo: lo stadio è privo di illuminazione. Nel bel mezzo degli anni Novanta la felicità può trovare dimora in più di un punto del mappamondo, ma sicuramente non ha fatto un pensierino a Sarajevo. Ma quel 6 novembre allo stadio Kosevo, gremito come non mai, il pallone torna a rotolare dopo quattro anni di guerra: il lungo assedio nella capitale è giunto al termine. Anche se la città sanguina ancora: il maxischermo dello stadio è perforato dalle pallottole, così è stato coperto da uno striscione che recita “Grazie azzurri”. Sì, l’Italia vicecampione del mondo ha avuto una splendida idea a visitare Sarajevo: la prima storica sfida fra gli azzurri e la

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