
di Alan Conti
La Südtiroler Freiheit chiede di sostituire la festività di San Francesco con quella dedicata al patrono del Tirolo: «San Giuseppe era un giorno festivo finché non è stato abolito dallo Stato italiano»
La richiesta di rendere nuovamente festivo il 19 marzo, giorno di San Giuseppe, riporta al centro del dibattito politico altoatesino una discussione che si trascina da anni e che intreccia identità, tradizione e rapporti con lo Stato. A rilanciarla, in vista della ricorrenza ormai imminente, è la Südtiroler Freiheit, che chiede di sostituire la festività di San Francesco con quella dedicata al patrono del Tirolo. «In Tirolo San Giuseppe era un giorno festivo, finché non è stato abolito dallo Stato italiano. È la nostra festa provinciale, il nostro patrono, il nostro punto di riferimento culturale. Con San Francesco, in Sudtirolo, questo legame semplicemente non esiste», afferma la consigliera provinciale Myriam Atz, esponente del movimento fondato da Eva Klotz. Secondo Atz, «è del tutto incomprensibile perché il Sudtirolo debba celebrare una nuova festività, mentre lo storico giorno di San Giuseppe e la festa del papà vengono ignorati». Per lavoratori e datori di lavoro, sostiene, «non fa quasi alcuna differenza se il giorno libero cade




