
di Thomas Bendinelli
L’impennata dei prezzi del carburante sta proseguendo e le conseguenze stanno incominanciando ad arrivare sui consumatori
Nei giorni immediatamente successivi alla nuova guerra nel Golfo Persico i prezzi al distributore di benzina e gasolio avevano già avuto un primo ritocco al rialzo. Ma negli ultimi giorni nulla si è fermato e, anzi, l’impennata è proseguita. Così, là dove la benzina costava 1,809 euro al litro (in self), il 17 marzo è arrivata a 1,889: il 4,4% in più in meno di dieci giorni. Stesso discorso per il gasolio, salito da 2,049 a 2,199 euro al litro, oltre il 7% in più. E per chi insiste nel servirsi al distributore tradizionale bisogna aggiungere circa 20 centesimi al litro.
Tradotto: chi prima spendeva 100 euro al mese per il pieno, ora ne spenderà circa 110, vale a dire oltre 100 euro in più in un anno, sempre che la corsa dei prezzi si arresti. Benzina e gasolio sono solo un primo segnale di ciò che potrebbe accadere ai prezzi, non soltanto energetici, nelle prossime settimane.
I dati Istat diffusi il 17 marzo, riferiti a febbraio, non registrano ancora questi effetti, almeno a Brescia. Qualche




