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La giornata di Trump con l’orologio in mano (aspettando la scadenza dell’ultimatum all’Iran): minacce, briefing e il confronto con Vance

di Matteo Persivale

Il presidente Usa fisso alla Casa Bianca, tra Fox News e clip social: al briefing pomeridiano si sarebbe deciso cosa fare alla scadenza dell’ultimatum

DAL NOSTRO INVIATO
NEW YORK – Il programma di giornata diffuso ieri dalla Casa Bianca per il giorno dell’ultimatum prevedeva al mattino «executive time» (riunioni, telefonate, pennichella: non si sa, tecnicamente significa che non verranno diffusi particolari). Durante questo «executive time» Trump ha parlato con JD Vance inviato a Budapest in vista del voto che vede l’amico Viktor Orbán in difficoltà. 

Poi, pranzo; alle 16, le 22 in Italia, un “policy meeting” chiuso alla stampa nel quale è arrivata la decisione definitiva su come procedere allo scadere dell’ultimatum, arrivata a poco più di un’ora dalla scadenza: cessate il fuoco per due settimane, annunciato via Truth Social come al solito.

E alle 19 di Washington, l’una del mattino in Italia, la cena con l’ambasciatore americano in India: un fedelissimo, Sergio Gor (uzbeko di nascita, si chiamava Sergey Gorokhovsky).

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La giornata dell’attesa era stata caratterizzata, nella tensione, dai replay continui, via social media e in tv, dei dialoghi

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