Era la primavera del 1896, quando a Milano si incontrarono Eliso Rivera, piemontese di Masio e direttore de Il Ciclista ed Eugenio Costamagna, torinese, direttore de La Tripletta. Decidono di unire lo sforzo dei loro periodici. E così, dal matrimonio del Il Ciclista e La Tripletta nasce, il 3 aprile, La Gazzetta dello Sport. Era la Milano di fine secolo. Giravano in tram a cavallo, pronti ad essere sostituiti dalle prime carrozze a motore… l’alta borghesia andava alla Scala e cenava al Savini in galleria. Per le strade si aggiravano i bicicli e le prime biciclette, considerate pericolosissime.
Il signor Ciclista e la signora Tripletta si sposano ed è subito fiocco rosa, anzi verde, in casa dell’editore Sonzogno, in via Pasquirolo alle spalle del Duomo. Sì, perché il primo numero della Gazzetta è di color verde pallido, esattamente come lo era Il Ciclista. La prima Gazzetta viene venduta a 5 centesimi e ha 4 pagine stampate in 20mila copie che vanno esaurite. Tre giorni dopo, ad Atene, viene inaugurata la prima edizione delle Olimpiadi Moderne e due settimane dopo, nel nord della Francia, si corre la prima Parigi-Roubaix… Gemella dell’Olimpiade, mamma del nostro ciclismo, dal Giro d’Italia a Classiche Monumento




