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La finestra di Overton e le «follie» di Trump

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Goffredo Buccini / CorriereTv

Ammettiamolo: per molti Donald Trump è un narcisista istrione, un folle i cui eccessi – denunciati da ex collaboratori – spiegano tutto. Ma è davvero così semplice? Una chiave di lettura affascinante arriva dalla “Finestra di Overton”, schema sociopolitico ideato dal pensatore americano Joseph Overton per tracciare l’evoluzione di un’idea in una comunità: dall’inaccettabile all’accettabile, dal sensato al popolare, fino alla legalizzazione. Un processo spinto dal marketing politico.
Pensiamo al video rilanciato da Trump durante il massacro di Gaza: lui e Netanyahu a bordo piscina, tra statue d’oro e pioggia di dollari, bollato come oscenità. Eppure, un anno dopo, il genero Jared Kushner presentava rendering di grattacieli sulle rovine di Gaza City nei forum internazionali, senza clamore. O quel filmato recente, con Trump che da un aereo scarica escrementi su manifestanti: assurdità pura? Funziona sull’immaginario, insinuando dubbi – meritano rispetto quei “terroristi interni”? – fino a giustificare scontri letali, come a Minneapolis su pacifici cittadini.
Non sfugge il video razzista sui coniugi Obama raffigurati come scimmie, che sposta il sentire comune tra certi elettori. Steve Bannon, guru del trumpismo, lo ha esplicitato: «Spostiamo la finestra di Overton così in fretta che bisogna superarla». Come ha spiegato Massimo

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