
La storia dell’ex giocatore di Bournemouth e Norwich che negli Anni ’70 scelse l’esilio e il silenzio per vivere la propria omosessualità. Oggi il documentario “The Last Guest” ricuce i fili con il passato e la famiglia
17 marzo – 15:24 – MANCHESTER
A prima vista, sembra una storia da Hollywood. E non solo perché è ambientata lì. “Io e Nick stavamo cercando un nuovo soggetto per un film, e mi sono ricordato di quel vecchio all’apparenza brontolone che vedevo sempre passando davanti al Holloway Motel, a West Hollywood. Così un giorno mi sono deciso a chiedergli chi fosse” ha raccontato al Guardian il regista Ramiel Petros. E un giorno, riluttante, lui ha risposto: “Mi chiamo Tony Powell, da giovane ero un calciatore professionista”. Dopo qualche tempo, ha aggiunto il resto della sua storia che adesso è diventata un docufilm: Powell era un calciatore professionista in Inghilterra negli Anni ’70. Segretamente gay, costretto a nascondere la propria sessualità, a tagliare i ponti con tutti quelli che ha conosciuto in Inghilterra per vivere la sua vita negli Usa. “The Last Guest at the Holloway Motel” è diventato il documentario che




