L’altro ieri una parola di conforto alle carcerate alla Giudecca; ieri una lectio alla decima edizione de «la Ripartenza» manifestazione a cura di Nicola Porro sulla società e la politica italiana. Nessuna dichiarazione sul confronto che la vede opposta ai musicisti della Fenice né a Venezia né a Milano, ma nella lectio sulla «Carmen» (opera che ha appena diretto a Pisa) la direttrice Beatrice Venezi ha fatto qualche allusione. «Carmen non è solo la storia di una figura femminile indipendente, ma una interrogazione sulla libertà. In Carmen ogni forma di potere viene svuotata. Carmen non è ideologica ma ontologica, non combatte un sistema, vive e il Coro è la società che normalizza l’eccesso». E ancora: «La tragedia nasce dall’incapacità del mondo di accettare la libertà, che è scandalosa perché non regolarizzabile». La musica, osserva Venezi, non moralizza, mette in crisi la morale. E conclude: «Il teatro non è indottrinamento ma luogo di dubbio: oggi siamo pronti a pagare il prezzo della libertà?».
12 febbraio 2026
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