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La cucina in Italia è cultura: un linguaggio che racconta chi siamo

Parlare di cucina italiana significa parlare di un patrimonio che, pur cambiando nel tempo, è riuscito a confermarsi tra le tradizioni gastronomiche più studiate, ricercate e imitate al mondo. Non è solo una questione di “ricette buone”: è un sistema di conoscenze, gesti, dialetti, stagioni, economie locali e memorie familiari. È una cultura materiale fatta di farine, oli, cotture e conserve, ma anche una cultura simbolica: il modo in cui apparecchiamo, il valore che diamo al pranzo della domenica, il rispetto per la materia prima, l’orgoglio regionale che diventa racconto. In Italia il cibo non è un accessorio, è un dispositivo sociale: ci sediamo a tavola per celebrare, per discutere, per riconciliarci, per accogliere.

La cucina in Italia è cultura: un linguaggio che racconta chi siamo

Questa solidità non nasce dal caso. La cucina italiana ha costruito la propria credibilità su una combinazione rara: radici popolari fortissime e, insieme, una continua attenzione “colta” alla tecnica e alla scrittura del cibo. Dai ricettari storici fino alla critica contemporanea, si è creata un’idea di cucina come sapere trasmissibile, verificabile, migliorabile. Non a caso lo storico dell’alimentazione Massimo Montanari riassume il punto con una frase diventata riferimento: “Il cibo è cultura quando si prepara”, perché l’essere umano trasforma ciò che ha in natura attraverso

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