
di Edoardo Semmola
L’analisi dei testi delle canzoni dei big in gara al Festival di Sanremo a cura del professor Lorenzo Coveri che sui social dell’Accademia della Crusca redige le pagelle: tanti 6 e 5, nessuna eccellenza: «La ninna nanna ad una bimba di Gaza di Ermal Meta tra i brani migliori»
«Mai una volta che, leggendo un verso, abbia sobbalzato sulla sedia. Mai».
Brutto segno, professor Lorenzo Coveri. Teme per il Festival che si apre martedì prossimo?
«Non esageriamo. Diciamo che siamo su quella medietà o, se vogliamo, prudenza, tipica di Carlo Conti».
Come ogni anno, da accademico della Crusca appassionato di musica leggera, i suoi voti ai testi delle canzoni di Sanremo (senza musica per il momento) aprono il dibattito. Sui social dell’Accademia per ora fioccano i 6 e i 5 e mezzo. Le altre schede sono ancora in corso di realizzazione.
«Quest’anno non ci sono canzoni d’autore che spicchino in modo particolare. Dargen D’Amico è l’unico, insieme a Ermal Meta, a guardare un po’ al di là dei classici problemi di coppia. Anche se in passato ci ha abituato a un po’ più di ironia e di impegno».
Il classico sanremese impera?
«In realtà no: si sente l’apertura




