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La civiltà di un popolo e il rispetto per gli animali

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«La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali». Questa frase viene di solito attribuita a Gandhi. Non è certo che l’abbia pronunciata davvero lui. In ogni caso, è un bel concetto. Ma esiste oggi una società che può essere misurata in positivo da questo punto di vista?

Difficile dirlo. In Italia c’è una forte coscienza animalista e ambientalista, secondo un sondaggio commissionato dalla Fondazione Capellino siamo addirittura i più ambientalisti di tutti nel mondo occidentale. Ma lo siamo soprattutto quando pensiamo al clima o alla gestione dei rifiuti, un po’ meno quando abbiamo a che fare con gli animali e con la coesistenza con loro. E lo vediamo del resto quotidianamente. Non mancano i casi di cronaca che raccontano di violenze e brutalità nei confronti di cani, gatti e selvatici. Questi ultimi poi una parte della popolazione li vorrebbe sterminare per potersi impossessare in tranquillità di boschi e alpeggi.

Nei giorni scorsi si è parlato dell’attacco di un lupo che ha ucciso un cane a Camaiore, in

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