SCONTI AGGRESSIVI
Spinti dalla fortissima concorrenza interna, da oltre due anni i costruttori cinesi stanno attuando sul mercato locale una vera e propria corsa al ribasso. Si assiste così a un continuo calo dei prezzi per cercare di conquistare il favore dei clienti, che tuttavia si traduce in margini fortemente ridotti per le aziende e problemi dal punto di vista qualitativo e di sostenibilità della produzione. Nel tentativo di mettere fine a questa guerra dei prezzi, il governo cinese ha vietato alle case automobilistiche di vendere veicoli al di sotto del costo di produzione.
Come riporta Bloomberg, le nuove linee guida stabiliscono che nella voce “costo” non si debbano considerare solo le spese necessarie per produrre materialmente il veicolo, ma anche quelle amministrative, finanziarie e commerciali. In questo modo, le autorità cinesi vogliono impedire ai produttori di applicare sconti aggressivi per aumentare le vendite, in un circolo vizioso che finisce per coinvolgere tutti.
Il governo di Pechino vieta anche accordi sui prezzi tra le case automobilistiche e i fornitori, e impedisce ai marchi di costringere i concessionari a vendere in perdita tramite sistemi di incentivi penalizzanti.
DIFFICOLTÀ PER I PIÙ PICCOLI
La competizione estrema degli ultimi anni aveva favorito colossi




