di Guido Olimpio
I media statunitensi rivelano il dietro le quinte dell’attacco: i caccia di Israele sono decollati alle 6, due ore dopo le bombe hanno devastato il compound dove si trovava Khamenei. Per la terza volta i vertici dell’asse sciita si sono fatti cogliere di sorpresa
La Cia lo ha trovato, Israele lo ha ucciso. È finita così, in pieno giorno, la lunga carriera di Alì Khamenei, simbolo e Guida della Repubblica Islamica. E per la terza volta i vertici dell’asse sciita si sono fatti cogliere di sorpresa dal nemico in piena emergenza.
I media Usa – New York Times e Wall Street Journal – hanno ricostruito alcune fasi dell’operazione chiusasi con la nuova decapitazione del regime iraniano. Una missione portata avanti da due intelligence abituate a collaborare in un campo dove le alleanze contano fino ad un certo punto.
Gli americani hanno seguito le tracce del leader per mesi, una figura che aveva limitato al minimo le sue apparizioni sia per ragioni di salute che per motivi di sicurezza. Sapeva di essere in cima alla lista «redatta» da Donald Trump e Bibi Netanyahu. A Teheran dicevano – sempre – che era al riparo, in un rifugio




