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La casa di Epstein a New York sorvegliata dai servizi israeliani: l’ospitalità all’ex premier Barak, le mail con i funzionari, il protocollo di sicurezza

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di Guido De Franceschi

I soggiorni a New York dell’ex premier e della moglie. Gli scambi tra i funzionari. Tel Aviv: era il protocollo

L’intensa frequentazione tra l’ex premier israeliano Ehud Barak e Jeffrey Epstein è cosa ben nota. Ma da un’analisi fatta da Drop Site dell’immenso corpus di email rese pubbliche dal dipartimento di Giustizia emergono dettagli più precisi sull’«istituzionalità» dei rapporti tra i due.

Barak e sua moglie Nili Priel, tra il 2016 e il 2017, hanno soggiornato a più riprese in un appartamento newyorchese (all’indirizzo 301 East 66th Street) di proprietà di una società di Mark Epstein ma gestito da suo fratello Jeffrey.

E, dal momento che gli ex premier israeliani, come molti loro omologhi, godono di un sistema di protezione a carico dello Stato, anche la casa newyorchese spesso in uso ai coniugi Barak (nonché ad altri amici del finanziere pedofilo) fu dotata di sistemi di sorveglianza sotto la supervisione di Rafi Shlomo, allora direttore del sistema di protezione per la missione permanente di Israele presso l’Onu.

Negli Epstein files ci sono fitti carteggi tra lo staff di Shlomo e quello del finanziere sulle attrezzature da installare (videosorveglianza, sensori alle finestre…)

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