LA BYD HA UN PIANO
Provare a sfondare nel mercato giapponese è da sempre molto difficile, se non impossibile, per i costruttori stranieri. Infatti nessuno ci è riuscito fino ad ora, in una nazione dove il 95% delle immatricolazioni è rappresentato da auto di marche giapponesi (dato 2025).
Ma la cinese BYD ha un piano: provare a “bucare” con un’auto del tipo preferito dai giapponesi e fatta apposta per quel mercato, una kei car elettrica, progettata oltretutto dall’ingegnere che per anni è stato a capo delle citycar della Nissan. L’obiettivo è chiaro: ritagliarsi spazio in una categoria che vale un terzo delle vendite di auto nuove in Giappone.
COSA SONO LE KEI CAR
Le kei car sono piccole citycar economiche da gestire: in Giappone pagano una tassa di immatricolazione pari a un terzo rispetto alle auto tradizionali e un’imposta annuale basata sul peso ridotta a un quarto. Inoltre chi vive nelle grandi città non deve dimostrare di avere un posto auto per acquistarle.
Per legge non superano i 340 cm di lunghezza, i 148 cm di larghezza e i 2 metri di altezza. La potenza massima è di 64 CV, limite non normato ma frutto di un accordo tra i costruttori




