Questo intervento è stato pubblicato nella newsletter «Animali» del Corriere della Sera. Per riceverla gratuitamente tutti i venerdì mattina, via email, è sufficiente iscriversi QUI.
Oggi è la Giornata mondiale dell’orso polare. Una delle tante “giornate” dedicate ad una specie animale che riempiono il calendario. Ce ne sono tantissime, praticamente una (e a volte anche di più) per ogni settimana. Alcune riguardano animali in via di estinzione, altre sono celebrazioni dei nostri amici domestici: c’è quella del cane, quella del gatto, quella del cane randagio. Nei giorni scorsi c’è stata anche quella dedicata alla sterilizzazione di cani e gatti, il World Spay Day.
Oggi però si celebra l’orso polare. Forse «celebrare» non è il verbo più corretto perché, come sempre più spesso accade, anche le specie più iconiche del regno animale, quelle che appartengono alla cosiddetta macrofauna carismatica, ovvero animali di grandi dimensioni che per la loro maestosità, bellezza, ruolo apicale nelle catene alimentari, sono a rischio. Proprio loro, quelle che abbiamo imparato a conoscere fin da bambini. A volte assegnando loro anche dei nomi evocativi. Il leone è il re della savana. La tigre è la regina della giungla, anche grazie ai racconti di Emilio Salgari rilanciati da cinema e




