
di Christian Benna
Sveglia a mezzanotte, clienti all’alba e merce fresca: i grossisti del Caat contro il nuovo orario deciso dal Comune
«Mi sveglio a mezzanotte da 45 anni circa perché all’una io vado a lavorare, dal lunedì e venerdì. È un fuso orario pesante ma ci consente di assicurare a tutti frutta esotica, fiori edibili e germogli freschi. Adesso il Comune di Torino e qualche grossista vuole farmi dormire un po’ di più, ma così ci farà chiudere bottega a tutti quanti». Nino Monticone, 62 anni, da 16 con le mani in «pasta» tra mango, micro-insalate e avocado, è uno dei 76 grossisti che animano quella città che vive solo di notte: i 1.500 operatori dei mercati generali (il Caat di Grugliasco) oggi alle prese con un braccio di ferro sull’orario di apertura al pubblico. «Apriamo ai clienti intorno alle 3; adesso per iniziativa di pochi, secondo me meno del 20% dei grossisti, il Comune sta valutando di spostare le lancette dell’apertura alle 5. Una follia che rischia di mandarci in rovina».
Monticone e altri colleghi si preparano a lottare non tanto per amore del lavoro di notte, «anche io preferirei dormire qualche ora di più




