
di Federico Fubini
In un documento dell’Fbi le accuse, impossibili da verificare, al genero del presidente degli Stati Uniti
In qualche modo è entrato negli archivi di Jeffrey Epstein un rapporto dell’Fbi, ufficio di Los Angeles, redatto dopo la sua morte avvenuta nell’agosto del 2019. Quel documento è destinato a diventare l’ultimo di un migliaio di casi in cui Vladimir Putin compare nei faldoni ora pubblicati dal dipartimento di Giustizia. Gli agenti del Federal Bureau of Investigation riportano le informazioni di un anonimo testimone chiamato solo «fonte umana confidenziale».
Siamo al 19 ottobre 2020, a due settimane dalle elezioni in cui il presidente Donald Trump perderà contro Joe Biden. Il contenuto della deposizione, oggi impossibile da verificare, è controverso. Il testimone afferma fra l’altro che Jared Kushner, il genero di Trump, avrebbe evitato di dichiarare la partecipazione in suo fondo d’investimento immobiliare che aveva detenuto fino al 2020 — il fondo era chiamato Cadre — perché quello sarebbe stato in realtà un veicolo per la gestione di denaro del governo di Mosca.
Riferisce l’ufficio di Los Angeles dell’Fbi sulla base di quanto riferito dall’informatore: «Jared non rivelò la sua quota in Cadre a causa dei




