
di Simona Marchetti
A 32 anni di distanza dalla scomparsa del cantante, un team di esperti ha analizzato i materiali dell’autopsia e della scena del crimine, confutando la tesi di polizia e medico legale (che però per ora non vogliono riaprire il caso)
All’epoca – era il 5 aprile 1994 – il medico legale della contea di King stabilì che Kurt Cobain era morto a 27 anni nella sua casa di Seattle per una ferita da arma da fuoco autoinflitta (nello specifico, un fucile da caccia Remington modello 11 calibro 20), archiviando il caso come suicidio. A distanza di 32 anni un team non ufficiale di scienziati forensi del settore privato ha però contestato la versione ufficiale e, dopo aver coinvolto nella loro indagine Brian Burnett (che aveva già lavorato su casi di overdose seguiti da traumi da arma da fuoco) e aver analizzato i materiali dell’autopsia e della scena del crimine, è arrivato a sostenere che in realtà il frontman dei Nirvana sia stato ucciso. Nell’articolo che hanno pubblicato – e che era stato precedentemente sottoposto a revisione paritaria attraverso il processo editoriale dell’International Journal of Forensic Science – gli specialisti hanno evidenziato dieci elementi di prova, secondo i quali Cobain sarebbe




