
di Giuseppe Sarcina
Per l’ex consigliere di Barack Obama Stati Uniti ed Israele hanno colpito più di mille obiettivi, eppure la capacità di attacco dell’Iran non è stata eliminata
Ci sono tre scenari per capire come potrebbe finire la guerra in Iran: «Il campo di battaglia, le manovre della diplomazia,i margini per un accordo non ambiguo». È l’analisi di Charles Kupchan, 68 anni, già consigliere di Barack Obama e docente di relazioni internazionali alla Georgetown University.
Dopo il discorso di Donald Trump, quali sviluppi dobbiamo attenderci nella guerra in Iran?
«L’intervento di Trump era molto atteso, ma alla fine non ha risposto alle domande di fondo, a cominciare dalla possibile durata della guerra. È stato quello che in inglese chiamiamo un “no burger”».
Solo pane?
«Solo pane. Il consenso dell’opinione pubblica sull’attacco all’Iran era basso all’inizio e ora continua a scendere, se non altro perché, nel frattempo, il prezzo di un gallone di benzina (3,785 litri ndr) supera i quattro dollari. In ogni caso, penso che la guerra si svilupperà su tre livelli. Il primo, certamente, dipende da cio che accadrà sul campo di battaglia. Stati Uniti e Israele hanno colpito più di mille obiettivi, eppure la




