
L’ex tecnico del Liverpool ci racconta il suo Mondiale: “Atmosfera e qualità sorprendenti, ma ripeto: si gioca troppo. Vedo la Germania favorita, ma ci sono nazionali che hanno alzato tantissimo il livello come Giappone e Norvegia”
L’entusiasmo contagioso è sempre lo stesso. Jurgen Klopp si sta divertendo un sacco in questo Mondiale e lo dice alto e chiaro, come nel suo stile. Gli piace tutto, o quasi. Persino i criticati hydration breaks, anche se con un asterisco legato all’usura della prostata. L’entusiasmo però non gli annebbia la vista, lo spirito critico resta in primo piano e in questa chiacchierata realizzata nella cittadella dell’Adidas sotto il ponte di Brooklyn emerge chiaramente.
Prime impressioni?
“Molto positive. Sono partito dal Messico ed è stato incredibile. Sono andato allo stadio sei ore prima del calcio d’inizio e c’era una fila ininterrotta di gente che partiva dal centro. Un entusiasmo bestiale, contagioso, un’atmosfera unica. E poi a Dallas, a Houston, lo stesso. Magari con minore intensità ma l’ambiente è stato eccezionale ovunque sia andato”.
E il calcio?
“Idem: grandissimo livello. I love it. Premessa: non ho visto tutte le partite, però ne ho viste tante. In ogni incontro c’è una dimostrazione di qualità, e non è stato




