
Il pilota italiano della Mercedes ha compiuto un’impresa in pista, rimontando dall’ultima alla prima posizione nel GP di Monza, ma è pure riuscito a portare dalla sua parte il popolo di una deludente rossa
6 settembre (modifica alle 18:58) – MONZA
I boati. Più delle tante immagini dei tifosi Ferrari che hanno gremito le tribune dell’Autodromo di Monza, chi ha vissuto la giornata di oggi ha ascoltato e assistito a qualcosa di storico. Non tanto e non solo perché Kimi Antonelli ha vinto su questo tracciato partendo dalla penultima posizione. Quanto perché sulla pista di casa della Ferrari, le migliaia di tifosi con maglietta, cappellini, bandiere e (in alcuni casi) parrucche rosse hanno iniziato a tifare e urlare come se al comando della gara ci fosse una SF-26. Invece c’era la Mercedes di un ragazzo italiano che sta riscrivendo i record della F1 a soli 20 anni e alla seconda stagione nella massima serie. Non esiste un misuratore di decibel del tifo per capire se un urlo è più ferrarista o più per un pilota tricolore. Ma quando il bolognese ha preso la testa più volte durante la gara




