di Laura Magna
Il round è guidato da Deep Ocean Capital e RoboIT per accelerare l’industrializzazione degli UHTCMC, compositi ultra-refrattari destinati ad aerospazio e difesa. Obiettivo: scalare la produzione, rafforzare la filiera europea e ridurre le dipendenze strategiche del Continente
C’è una frontiera tecnologica dove la competizione industriale si misura in gradi centigradi, resistenza strutturale e affidabilità assoluta. È quella dei materiali ultra-refrattari, capaci di operare in condizioni estreme dove i materiali tradizionali cedono. Ed è su questa frontiera che si colloca K3RX, società deep tech che ha appena chiuso un investimento da 1,65 milioni di euro, guidato da Deep Ocean Capital SGR attraverso il fondo Deep Blue Ventures e da RoboIT, Polo Nazionale di Trasferimento Tecnologico promosso da CDP Venture Capital insieme a Pariter Partners.
L’operazione segna un passaggio decisivo nel percorso di industrializzazione di una nuova generazione di materiali avanzati, strategici per settori come l’aerospazio e la difesa, dove la combinazione tra resistenza termica, leggerezza, durabilità e riutilizzabilità non è un vantaggio competitivo, ma un requisito non negoziabile.
Cosa sono i materiali ultra-refrattari
Negli ambienti spaziali e nei contesti di difesa ad alta criticità operativa, i componenti sono sottoposti a temperature estreme, forti stress meccanici e condizioni




