Il 30 ottobre il tecnico toscano si sedeva sulla panchina bianconer, voglioso di rivincita dopo il fallimento in Nazionale. Dopo il tracollo con Lazio e Genoa, adesso il suo futuro è in bilico: nel mezzo, una rivoluzione fallita e sinistre coincidenze con il passato
Giornalista
29 ottobre – 12:48 – MILANO
28 ottobre 2025: “A chi non piacerebbe allenare la Juve”, risponde sornione Luciano Spalletti, a margine dello spot che lo ha messo di nuovo al fianco di Francesco Totti a otto anni dalla rottura. 28 ottobre 2026: la Juve viene travolta dal Genoa, è ottava in campionato a -11 dalla vetta dopo 9 giornate e il tecnico toscano tocca il punto più basso della sua avventura su quella panchina cui strizzava l’occhio appena 365 giorni prima. Nel mezzo, 50 sfumature (partite) di Luciano, in una montagna russa continua, da una squadra innovativa, capace di giocare bene e far sperare i tifosi di essere finalmente sulla strada del ritorno al successo, all’uscita prematura da Coppa Italia e Champions e al sesto posto finale in campionato; dal legame stretto con John Elkann alle frizioni con




