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Juve, con o senza Champions c’è una squadra da rifondare

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Le decisioni su Spalletti e Comolli non possono dipendere dall’ultima giornata. Portiere, difensori, play e centravanti: lacune strutturali che nessun risultato può cancellare

C’è una strana aria in casa Juve: di situazioni sospese, in attesa di capire cosa accadrà all’ultimo minuto dell’ultima partita di campionato. Cominciando dal futuro di Comolli. E Spalletti? Lui ha già parlato di Europa League, ma in fondo – ed è giusto – una speranza c’è ancora. E allora? Si ondeggia tra un contratto biennale da confermare, per arrivare addirittura all’ipotesi dimissioni. Insomma, tutto in alto mare. Ora, a parte che in caso di clamoroso inciampo di Milan e Roma, il primo a poterne approfittarne sarebbe comunque il Como (di cui si parla pochissimo), resta una perplessità di fondo. Ma davvero certe decisioni strategiche possono essere prese in base ai risultati della Juve e, come abbiamo detto, delle altre? Il giudizio sull’operato di Comolli, e anche di Spalletti, non dovrebbe comunque essere già definito? Hanno lavorato bene? E allora non possono essere una vittoria o un pareggio a determinare tutto. Hanno lavorato, secondo la proprietà, non bene? E allora, vale lo stesso discorso, non possono essere una vittoria o un pareggio a far cambiare idea.

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