di Alessandra Puato
«Serve più comunicazione o vinceranno i rivali come l’Australia», dice la ceo di Donnafugata, che ha raddoppiato i ricavi in 5 anni e prepara il passaggio alla sesta generazione
Il 31 gennaio José Rallo, amministratrice delegata di Donnafugata, era a Mazara del Vallo con la sua band. Oltre che imprenditrice laureata con lode in Economia alla Sant’Anna di Pisa, Rallo è appassionata di musica brasiliana e canta. Ha trovato questa formula, bossa nova e vino («Donnafugata Music & Wine») , per presentare le bottiglie dell’azienda di famiglia. Pare funzioni. Si è esibita in tutto il mondo, di recente ad Atene e Toronto, in passato al Blue Note di Milano e in quello di New York, dove fece il tutto esaurito. «Ero stupita per il sold out — dice —. Ho chiesto spiegazioni e il proprietario mi ha detto che era piaciuta molto l’abbinata musica-vino italiano, ma anche la copertina del nostro disco sull’home page del locale. Riprendeva l’etichetta del vino. Donnafugata si è data un’identità colorata, con etichette d’autore. Questo ci rende riconoscibili. Inoltre sebbene la mia famiglia sia nel vino da 175 anni siamo un’azienda giovane, l’età media è di 38 anni. I




