Rafael Jodar è sempre più al centro del circuito Atp, e oramai tutto è fuorché una sorpresa. La classifica, passata da 150 a 11 in otto mesi, con la top 10 sempre più vicina, ormai parla da sola. Lo spagnolo è reduce dalla semifinale a Montreal, una conferma che il livello è alto anche sul cemento per il classe 2006 di Madrid, tra il grande gioco aggressivo in risposta e un’ottima resa dei colpi da fondo campo. Grande solidità, di gioco ma anche mentale, come dimostra il saper rimanere sempre dentro la partita a prescindere dal risultato e dell’avversario. In questi termini è stato incredibile quanto accaduto al suo esordio al Masters 1000 di Cincinnati contro Denis Shapovalov. Sotto 5-1 al terzo, poi 5-2 con match point contro e tra l’altro in risposta, Jodar ha avuto la prontezza e la lucidità di rimettersi in gioco rimontando e arrivando addirittura a vincere 7-5 4-6 7-5 dopo quasi tre ore. Con un urlo liberatorio, quasi da gladiatore, e una piccola “strategia” che ha causato l’ira del canadese.
trucco—
O, quantomeno, nell’opinione di Shapovalov, che ha protestato abbastanza per l’interruzione di gioco richiesta da Jodar. Lo spagnolo infatti, durante lo svantaggio, ha chiesto




