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Piccolo dubbio: siamo di fronte al film dell’anno – cospicuo, profondo, moderno, iperconnesso – o al più clamoroso, ambizioso, spettacolare abbaglio della stagione? Chi scrive sceglie la prima interpretazione. Perché La sposa! ha due garanzie: una regista di gran talento, Maggie Gyllenhaal, che sostiene il film con citazioni colte, profondità psicologica, una visionaria lungimiranza, e due interpreti davvero favolosi come Jessie Buckley e Christian Bale. Lei, in stato di grazia come già si era capito dallo splendido Hamnet dove interpreta la selvatica moglie di Shakespeare. Lui capace di trasformare il Mostro per eccellenza in un sensibile, stralunato bamboccione cucito con ago e filo. Va premesso che il mito della moglie di Frankenstein (da intendersi come moglie della Creatura del dottor Victor Frankenstein) fu introdotto da Mary Shelley nel romanzo che dà inizio alla saga, Frankenstein o il moderno Prometeo (1818). Solo un’idea suggestiva. Una coppia di zombi «rinvigoriti» si muove all’interno di un racconto orrifico: il contesto romanzesco è crudamente macho-maschile e la figura femminile resta subalterna, accessoria, svallettante.
Il personaggio fu sviluppato in un celebre film del 1935 firmato da James Whale, con Boris Karloff ed Elsa Lanchester nei ruoli principali. Ma anche qui la Sposa era solo un complemento



