Negli ultimi quattro anni, la Russia ha consolidato la propria posizione tra i principali esportatori di grano a livello mondiale, con una quota pari al 16% del totale globale. I flussi principali si concentrano su Africa e Asia, mentre l’Ucraina, nonostante la guerra, mantiene una presenza significativa grazie al sostegno dell’Unione Europea. «L’Europa è stata determinante per la continuità delle esportazioni ucraine», spiegano gli analisti del Centro Studi Divulga. In questo contesto, l’Italia si colloca come secondo maggiore acquirente europeo di grano ucraino, subito dopo la Spagna, confermando la centralità del Paese nel sistema di approvvigionamento cerealicolo europeo.

L’Italia si conferma secondo importatore europeo di grano ucraino, subito dopo la Spagna
Aumento delle vendite e porti di triangolazione
L’analisi di Divulga evidenzia incrementi notevoli nelle esportazioni russe di grano duro verso Kazakhstan, Arabia Saudita, Pakistan, Kenya, Brasile, Cina e Turchia, con quest’ultima come secondo mercato di Mosca dopo l’Egitto. Alcuni porti sono stati utilizzati come snodi di triangolazione, in particolare Turchia e Kazakhstan, permettendo ai cereali russi di raggiungere altri mercati, con variazioni percentuali superiori alle medie storiche dei cinque




