di Andrea Bonafede
Da inizio 2023 a luglio 2026 le operazioni italiane in Germania, tra M&A e accordi commerciali, hanno raggiunto quota 100 e un valore complessivo di 17,8 miliardi secondo un’analisi di Kpmg. La tendenza iniziata nel 2015
Italia-Germania, una classica del calcio ma anche una partita economica europea sempre aperta. E se la storia si è invertita nel pallone, con la nazionale italiana che dopo numerosi e storici successi non vince contro quella tedesca da ben 14 anni, anche sul piano finanziario lo scenario si è ribaltato nell’ultima decade. Le imprese del nostro Paese sono sempre più compratrici in Germania e non si limitano ai settori storicamente forti — dall’agroalimentare al pharma, dal lusso alla siderurgia —, ma abbracciano anche la finanza, i trasporti e i media.
I numeri degli ultimi tre anni
Da inizio 2023 a luglio 2026 le operazioni italiane in Germania, tra M&A e accordi commerciali, hanno raggiunto quota 100 e un valore complessivo di 17,8 miliardi di euro, secondo un’analisi di Kpmg. Oltre l’80% di questa cifra è rappresentata dalla scalata di Unicredit in Commerzbank, 14,9 miliardi per il 47,6% dell’istituto di Francoforte, ma il numero dei deal conferma una tendenza




