
di Guido Olimpio
Il regime utilizza tattiche imparate dagli alleati Houthi. Il problema dello stretto di Hormuz: c’è bisogno di un lavoro meticoloso dei mezzi antimine, componente insufficiente nella flotta americana. Gli esperti: serve uno schieramento esteso
Gli Usa hanno colpito i depositi sotterranei nell’area di Hormuz mentre Israele ha preso di mira i giacimenti di gas a South Pars. Azioni diverse, soprattutto la seconda, che possono aprire nuove fasi nel conflitto esponendo ancora di più il mercato petrolifero.
Il Comando centrale americano (Centcom) ha annunciato l’incursione per distruggere missili antinave ospitati in postazioni ben protette. E per questo sono state usate le GBU 72 bunker buster, ordigni tra i più potenti a disposizione usati per la prima due anni fa contro gli Houthi nello Yemen. I velivoli — i B 1 secondo chi traccia i movimenti in rete — sono decollati dalla base britannica di Fairford, hanno seguito una rotta esterna per evitare di volare sull’Europa e sono stati riforniti dalle «cisterne» partite dalle Azzorre e dalla Bulgaria.
Iran, le ultime notizie sulla guerra, in diretta
I bombardieri hanno proseguito per poi




