
di Davide Frattini
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
GERUSALEMME – I blocchi di cemento che servivano a segnalare la Linea Gialla sono diventati in questi mesi di tregua 32 avamposti con trincee e una barriera di 16 chilometri. A Gaza gli ingegneri dell’esercito — rivela Haaretz dopo aver analizzato immagini satellitari — stanno trasformando in una frontiera permanente la separazione tra la metà della Striscia sotto il controllo delle truppe e il resto dominato da Hamas.
Anche se il «piano di pace» delineato da Donald Trump prevede il ritiro totale degli israeliani. «Quando e se Hamas sarà disarmato», specifica il premier Benjamin Netanyahu. Convinto com’è che la forza internazionale, ancora da formare e dispiegare nella Striscia, non sarà in grado di smilitarizzare il territorio.
Gli inviati della Casa Bianca hanno presentato ai jihadisti una proposta per deporre le armi da qui a sei mesi. Hamas la considera «irrealistica» e in ogni caso i capi dell’organizzazione non hanno intenzione di rispondere fino a quando dura la guerra contro l’Iran. Il governo a Gerusalemme considera capacità offensive anche i tunnel scavati sotto la sabbia, ne restano almeno 150 chilometri da smantellare.
Qualche mese fa Eyal Zamir, il capo di stato




