di federico thoman
Nuovo, duro colpo al sistema di potere iraniano da parte di Israele. Secondo quanto rivendica lo stesso governo dello Stato ebraico, nei raid condotti dal suo esercito sarebbero stati uccisi Ali Larijani (sopra, nella foto Imagoeconomica) e Gholamreza Soleimani. In attesa di eventuali conferme da parte di Teheran – che per ora ha risposto pubblicando sui social un messaggio chirografo del primo dei due – continua intanto la guerra nella regione. Larijani, a capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, è (era) considerato l’uomo forte dopo l’uccisione, sempre da parte israeliana, della Guida suprema Ali Khamenei nel primo giorno di questo nuovo conflitto. Soleimani è (era) invece il leader dei Basiji, la milizia e braccio armato della repressione feroce durante le proteste di piazza.
Trump, intanto, è indispettito dal gran rifiuto di parecchi alleati a fornire subito navi per pattugliare lo stretto di Hormuz e ha rinviato il suo viaggio in Cina «a fine guerra». I suoi dipendenti alla Casa Bianca invece si mostrano più realisti del re e pensano a cambiare i capitelli delle colonne esterne
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