di Leonard Berberi
L’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) invia il bollettino a tutti i vettori: l’intera area ora è da considerarsi una zona di guerra fino al 2 marzo. Da Ita Airways a Lufthansa ad Air France e Wizz Air, cosa succede
L’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) invita le compagnie europee a non volare sopra l’intero Medio Oriente «fino al 2 marzo» per evitare il rischio di essere abbattuti nell’ambito degli attacchi militari tra Usa-Israele e Iran. La data è soggetta a modifiche, ma quello che è certo è che gli aerei registrati nel Vecchio Continente devono evitare «a tutte le altitudini/livelli di volo» le porzioni di cielo di Bahrein, Iran, Iraq, Israele, Giordania, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.
Una chiusura di così non si vedeva da tempo, spiegano gli addetti ai lavori. E questo comporterà inevitabilmente centinaia, migliaia di voli cancellati, non solo per quelli diretti in Medio Oriente, ma anche per quelli con destinazione l’Asia perché i corridoi delle rotte degli aerei occidentali ormai si sono ridotte a un paio e ora sono entrambe chiuse.
«Alla luce dell’intervento militare in corso, è probabile




