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Inviare una petroliera dagli Stati Uniti alla Cina costa più che spedire un razzo nello spazio: il boom del costo dei noli marittimi e gli effetti sui prezzi dei carburanti

di Francesco Bertolino

Rischi elevati, polizze più care, rotte più lunghe: dopo la crisi di Hormuz le tariffe delle petroliere sono aumentate di sette volte, da 3 a 20 dollari al barile. Chi ci perde e chi ci guadagna

Il caos nello stretto di Hormuz sta sconvolgendo il mercato delle petroliere. Oggi costa meno spedire un razzo nello spazio che inviare una nave carica di greggio dagli Stati Uniti alla Cina. Secondo il mediatore marittimo Gibson, la spesa per noleggiare una grande petroliera per i 110 giorni di viaggio andata e ritorno dalle coste americane ha superato a inizio ottobre gli 80 milioni di dollari. Bastano invece 74 milioni di dollari per prenotare un lancio dedicato del Falcon 9 di SpaceX.

Le superpetroliere

Il confronto rende l’idea della fase eccezionale che sta attraversando il settore delle petroliere, enormi navi lunghe fino a 400 metri, quanto quattro campi da calcio, capaci di caricare 300 mila tonnellate di oro nero, l’equivalente di 260 piscine olimpioniche, e dotate di equipaggi di 25-30 persone, pronte a restare in mare per quasi due mesi per una singola consegna. Stando ai calcoli di Goldman Sachs, la tariffa media di noleggio di una nave cargo è salita

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