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Intesa Sanpaolo: «Con Mps sinergie piene al 2029. Nessun controllo su Generali»

di Andrea Rinaldi

Le risposte della banca agli azionisti. Il Fondo sovrano norvegese voterà sì all’aumento di capitale all’assemblea di giovedì 10 settembre

Intesa Sanpaolo ribadisce la sua volontà di non controllare Generali dopo che avrà concluso la presa di Mps e dunque di Mediobanca e del suo 13,2% nella compagnia assicurativa di Trieste. Lo ripete agli azionisti che hanno presentato le loro richieste di chiarimento in vista dell’assemblea di giovedì: dopo domani infatti i soci del gruppo guidato da Carlo Messina si riuniranno per il tramite del rappresentante designato per votare l’aumento di capitale al servizio dell’Opas da 30,6 miliardi su Monte Paschi. La quota nel Leone «sarà ricompresa nel compendio mantenuto da Intesa Sanpaolo in continuità con l’attuale trattamento contabile adottato da Mediobanca secondo il metodo del patrimonio netto, come investimento azionario non di controllo senza ingerenza nella governance di Generali, e beneficerà del regime prudenziale del Danish Compromise», ha precisato Ca’ de Sass, specificando poi che il 3,01% in Generali costruito in derivati «ha natura meramente finanziaria» mentre «non esistono accordi, intese o convergenze di interessi tra Intesa Sanpaolo e il Gruppo Unipol/Bper aventi oggetto le partecipazioni in Assicurazioni Generali».

Le sinergie tra

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