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Intervista – Elkann: Ecco perché ho chiamato Jony Ive per la Ferrari Luce”

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Avete alzato l’asticella in modo impressionante. Questo livello di qualità e componentistica sarà esteso ad altri modelli Ferrari o rimane esclusivo della Luce?

La Luce vuole essere precursore, vuole essere un prodotto che ci dà la possibilità di entrare nel futuro. È per questo che è molto di più che non una macchina elettrica.

A proposito del nome: “Luce” ha valori positivi e offre molte possibilità comunicative. Ma facendo l’avvocato del diavolo, non teme che per una parte del pubblico Ferrari – quella che cerca l’aspetto più sportivo del marchio – possa risultare troppo “delicato”?

È un punto molto importante, quello che solleva. Effettivamente questa è una macchina che apre Ferrari a interlocutori più ampi, non solo quelli che possono apprezzare la prestazione e la potenza. Nonostante ci sia prestazione e potenza, è una macchina che ha anche delicatezza. In qualche modo questo dovrebbe permettere di allargare il linguaggio di Ferrari, non limitandolo solo a chi oggi ama o possiede una Ferrari.

Siete stati coraggiosi non solo nella filosofia progettuale, ma anche nel presentare un’auto elettrica in questo momento così complicato per l’elettrico a livello globale, mentre alcuni competitor hanno fatto marcia indietro. Che valore ha per voi questa scelta?

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