
Sugli scaffali delle farmacie, e con maggiore insistenza su quelli dei negozi di integratori e degli shop online, è comparsa negli ultimi anni una categoria di prodotti con nomi come Daily Brain Boost, Brain Drive, Brain Guard+: flaconi accattivanti venduti con la promessa di migliorare memoria, attenzione e lucidità mentale. La logica che li sostiene è quella del momento: il cervello è qualcosa da ottimizzare, i suoi limiti sono negoziabili attraverso il giusto regime di pillole, polveri e caramelle gommose. La salute cognitiva, un tempo legata all’invecchiamento e alla malattia, è così diventata un’altra frontiera da presidiare. Secondo un sondaggio del 2021, circa un adulto su cinque con più di cinquant’anni assume già oggi vitamine o integratori che vantano un effetto sulle funzioni cerebrali. Ma funzionano? In un’intervista al Washington Post, Gary Small, docente emerito di psichiatria ed ex direttore dell’UCLA Longevity Center, ha spiegato che alcuni di questi prodotti hanno basi scientifiche e lui stesso li assume, mentre altri sono forse sopravvalutati. Vediamo cosa dice su ciascuno.




