
Scattano le nuove soglie di reddito rivalutate dell’1,4% dall’INPS: non cambiano gli importi dell’ANF, ma si allargano le fasce, con benefici per molte famiglie senza figli a carico
Aumenti in arrivo dal 1 luglio per l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF), la prestazione INPS che, dopo l’introduzione dell’Assegno Unico Universale, resta riservata ai nuclei familiari senza figli a carico. L’Istituto ha aggiornato i limiti di reddito che determinano l’importo dell’assegno, adeguandoli al rincaro del costo della vita registrato dall’Istat: quest’anno la rivalutazione è dell’1,4%. Attenzione però. A cambiare non sono gli importi dell’assegno in sé, ma le soglie di reddito che stabiliscono in quale fascia rientra ogni famiglia. Alzando queste soglie, molte famiglie che oggi si trovano in uno scaglione più basso potranno accedere, dal 1 luglio, a una fascia più favorevole e quindi a un assegno mensile più alto. Per questo, di fatto, si parla di aumenti.
Chi ha diritto all’Assegno per il Nucleo Familiare nel 2026
L’Assegno per il Nucleo Familiare non è una misura universale. Hanno diritto alla prestazione: i lavoratori dipendenti del settore privato; i lavoratori agricoli dipendenti; i dipendenti di aziende cessate o fallite e i titolari di prestazioni previdenziali derivanti da lavoro subordinato




