di Alex Dell’Era* e Andrea Sestino**
Dalla sanità all’intelligenza artificiale, il valore della tecnologia non si misura solo nella performance, ma nella capacità di generare benessere, accesso e responsabilità
Per anni, l’innovazione e il digitale sono stati misurati con il linguaggio della performance: algoritmi più potenti, sistemi più veloci, infrastrutture più scalabili, previsioni sempre più accurate, il tutto confluito poi nell’attuale era dell’intelligenza artificiale. Ma l’innovazione non coincide soltanto con ciò che la tecnologia riesce a fare; riguarda anche il modo in cui ridisegna decisioni, organizzazioni, mercati e relazioni umane. Secondo stime recenti di McKinsey, o Stanford, oltre il 55% delle imprese globali ha già integrato soluzioni di intelligenza artificiale nei propri processi core, con investimenti complessivi superiori ai 150 miliardi di dollari annui. Un avanzamento reale, che ha cambiato in profondità il modo di fare impresa, di immaginare l’innovazione di prodotti e servizi, di creare valore e di diffonderlo, di monitorare e sviluppare strategie.
Servizi e persone
Ma mentre la tecnologia accelerava, qualcosa di più silenzioso prendeva forma: la consapevolezza che l’innovazione, nei servizi come nella produzione, nella salute come nel digitale, non può essere valutata con gli stessi criteri con cui si misura un aggiornamento software. Quando




