di Paolo Virtuani
La situazione peggiore degli ultimi 11 anni. In gran parte le fiamme sono appiccate alla foresta tropicale per fare spazio alle piantagioni di palma da olio
Oltre 2 mila chilometri quadrati, pari all’intera superficie di una media provincia italiana come Padova, Pordenone o Benevento. È la superficie di foresta tropicale finita in cenere in Indonesia da gennaio a luglio (ma che è aumentata in settembre), in quella che è considerata la peggiore stagione degli incendi degli ultimi undici anni, secondo i dati forniti da Bhima Yudhistira, direttore esecutivo del Centro per gli studi economici e legali (Celios) di Jakarta. I roghi sono già costati alla comunità indonesiana una cifra stimata tra 2 e 6 milioni di euro, centinaia di migliaia di persone hanno avuto problemi respiratori, tra le quali 40 mila bambini sotto i 2 anni. Quello che nell’immediato preoccupa di più sono gli effetti sulla salute causati dal fumo che, spinto dal vento, ha raggiunto anche gli Stati vicini come Singapore, Malaysia, Brunei e Filippine.
L’azione di El Niño
Oltre all’azione dolosa degli incendi appiccati per disboscare la foresta tropicale e fare spazio alle piantagioni di palma da olio, le fiamme trovano facile sviluppo a causa delle




