L’allenatore delle dodici promozioni racconta la sua vita, le sue esperienze e le sue tante vittorie, l’ultima con il Grosseto: “Ogni tanto sento Spalletti, di Certaldo come me, a fine anno se va in Champions offre cena a tutti”
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3 aprile – 18:25 – MILANO
Paolo Indiani risponde con voce non proprio squillante: “Che ci vuole fare, sono rintronato. Non son mica abituato a fare le ore piccole… Però anche oggi ho comprato la Gazzetta, eh. L’edizione tutta verde per i 130 anni era splendida”. Lettore affezionato, allenatore di Serie D e festaiolo all’occorrenza: solo che il terzo punto è un corollario del secondo, se è vero che anche a questo giro il campionato lo ha vinto lui. Per la dodicesima volta, Paolo Indiani ha conquistato un passaggio di categoria: l’ultimo, dolcissimo, a Grosseto.
Mister, farà festa una sola volta l’anno. Ma sempre per ottimi motivi…
“Non posso lamentarmi, in effetti: è il quarto campionato vinto in quattro anni, e tutti con squadre diverse”.
Cronaca di un connubio indissolubile, fra lei e la Serie D: solo nelle ultime stagioni ha fatto centro con San Donato




