
La petizione lanciata da Onda, Movimento 5 Stelle e Rifondazione comunista: «Il Trentino rischia di investire i prossimi 8-10 anni in un impianto che, per caratteristiche e tempi di realizzazione, risulterebbe già superato»
Il richiamo è all’autunno del 2003. Quando l’allora consigliere comunale di Alleanza nazionale Tullio Buffa lanciò il referendum per chiedere alla popolazione di Trento di esprimersi sul progetto di mega-inceneritore previsto a Ischia Podetti. L’esito non fu felice: alle urne si recò solo il 27% dei cittadini. «Ma si è messo in atto un percorso di partecipazione» ha notato ieri il consigliere provinciale di Onda Filippo Degasperi. Il quale, insieme ai rappresentanti di Movimento 5 Stelle e Rifondazione comunista, ha voluto «riannodare le fila di quella partecipazione». Puntando l’attenzione sullo stesso tema di allora (l’inceneritore). Pur con un altro strumento: la petizione.
La raccolta firme
La raccolta firme è stata presentata ieri, 19 maggio. E fissa un obiettivo chiarissimo: fermare l’iter di realizzazione dell’impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti, che la Provincia ha individuato a Ischia Podetti. «Il Trentino — avvertono i tre partiti — rischia di investire i prossimi 8-10 anni in un impianto che, per caratteristiche e tempi di realizzazione, risulterebbe già superato». Tenendo conto



