
di Cesare Zapperi
Nelle sedi delle varie Corti d’Appello i discorsi di inaugurazione dell’anno giudiziario sono molto critici nei confronti della riforma della giustizia
Il referendum del 22 e 23 marzo al centro dei discorsi per l’inaugurazione dell’anno giudiziario. A partire da quello del ministro Carlo Nordio a Milano: «Questa riforma e questo referendum non sono fatti né contro nessuno, né a favore di nessuno, non sono fatti per punire la magistratura né per rafforzare il governo. Non abbiamo bisogno né di conferme né di punizioni. La riforma non avrà e non deve avere effetti politici». così il Guardasigilli a Milano, rispondendo in più parti del suo intervento alle critiche del presidente della Corte d’Appello di Milano Giuseppe Ondei sulla riforma costituzionale della giustizia.
Linea di governo confermata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano: «Mi auguro che la demonizzazione lasci il posto a un confronto costruttivo e civile. No a slogan falsi. Se il 24 marzo si scatenasse l’apocalisse annunciata dalle sacre scritture non sarà certo per effetto del voto referendario. Il verdetto delle urne andrà accolto da tutti con rispetto e serenità, perché verrà in nome del popolo italiano per il quale tutti voi



