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In Siria la peggiore siccità degli ultimi 40 anni: così si prova a riportare l’acqua potabile nelle case

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La guerra civile ha distrutto il sistema di distribuzione per cui spesso i privati scavano pozzi più superficiali che intercettano acqua inquinata: cosa sta facendo Oxfam

Andrea Nicastro, inviato – Riprese e montaggio Lorenzo Pallini/Oxfam / CorriereTv

In Siria è in corso la peggiore siccità deli ultimi 40 anni. Quest’inverno ha piovuto, ma non è bastato per ripristinare le riserve. La falda acquifera da cui pescano i pozzi è scesa da 200 a oltre 315 metri. La guerra civile ha distrutto il sistema di distribuzione per cui spesso i privati scavano pozzi più superficiali che intercettano acqua inquinata, impossibile da bere e spesso persino dannosa se usata per anche solo per lavarsi. 

Il sobborgo di Douma, 15 chilometri da Damasco, è rimasto isolato per anni a causa dei combattimenti. E’ lì che il regime degli Assad ha usato i barili bomba e le armi chimiche. Ora con l’aiuto di Ong come Oxfam in collaborazione con le agenzie Onu si cerca di riportare acqua potabile nelle case. Non 24 ore 7 giorni la settimana, purtroppo. Non ci sono le risorse. Ma almeno per permettere di riempire i contenitori montati sui tetti delle case. «E’ una gioia per gli abitanti di Douma

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