Malfatti di nome, gnocchetti (con pane, erbe e formaggio) da quella forma un po’ irregolare, mai identica a sé stessa, ma capace di raccontare meglio di tante parole il senso di questo piatto. Parliamo di quelli del Ristorante Selvatico di Rivanazzano Terme (Pv): una preparazione che non cerca correzioni né abbellimenti e che, proprio per questo, restituisce in modo diretto l’identità, l’essenza della cucina stagionale e di recupero. Un piatto che dal 2020 è entrato nell’Unione ristoranti del Buon Ricordo, associazione nata nel 1964 per riunire i locali che si raccontano attraverso una ricetta simbolo, legata al territorio e alla memoria gastronomica del luogo in cui operano. A questa, ricordiamo, si affianca un gesto diventato nel tempo distintivo: la ceramica dipinta a mano a Vietri sul Mare, consegnata agli ospiti e pensata per accompagnare il ricordo ben oltre il tavolo.
Una storia lunga più di un secolo
Prima di entrare nel merito del piatto (e della cucina del locale), però, vale la pena fare un passo indietro e scoprire il passato del ristorante. Ci troviamo nel cuore dell’Oltrepò pavese, quasi al confine con il Piemonte e la storia del Selvatico è lunga, stratificata, e ha ormai attraversato più di un secolo senza




